La  Comunità Il campo - ALBA                                                      

La Comunità Il Campo, dopo la morte di don Valentino, intende rinnovare la sua presenza e la sua attività. Continua il servizio del Centro di via S. Barbara in Alba, dedicato all'accoglienza di persone in difficoltà, specialmente donne, e il sostegno alla Comunità della Vernazza.

L'Associazione ha elaborato un Progetto di vita Comunitaria aperta all'accoglienza, alla ricerca religiosa, al servizio educativo, - che era anche il desiderio ultimo di don Valentino. Crediamo, che possa essere un segno di nuova vita evangelica  in questo tempo di dissoluzione di tante forme di vita.

                      Siamo  grati a chi potesse darci aiuti, informazioni, proposte, suggerimenti.

 Qui di seguito, il Progetto de Il campo, che era anche l'ultimo sogno di don Valentino. 

Il Progetto della Comunità "Il campo" - Alba

La storia

La comunità Il campo nasce nel 1978 presso la Canonica del Duomo di Alba con l’intento di :

-        Offrire accoglienza e sostegno a persone in difficoltà;

-        Creare uno spazio di ricerca religiosa e culturale .

La Comunità ospita ragazzi tossicodipendenti e con gravi disagi sociali fino al 1986, poi verrà creata un comunità specifica, la Vernazza.

Cura la ricerca religiosa e culturale offrendo momenti di riflessione, confronto e preghiera.

Nel 1986, per rispondere ad un problema emergente, promuove la nascita della Comunità La Vernazza per la cura delle tossicodipendenze.

Ospita ragazzi minorenni  per i quali si offre come famiglia affidataria e progetta  una  Scuola Laboratorio pomeridiana nei locali della parrocchia.

Dal 1997, la comunità si costituisce in Associazione di volontariato e si trasferisce nella Parrocchia di Cristo Re. L’anno seguente alcuni membri dell’Associazione Il Campo aprono la Casa per l’accoglienza di Via Santa Barbara, della Parrocchia, con mini-alloggi per ospitare donne o piccoli nuclei familiari in temporanea difficoltà.

Nei mesi estivi, la Comunità ha realizzato per più di trent’anni campi di studio a St. Jacques di Champoluc, aperti ad un vasto pubblico, dando voce alle figure più significative della cultura religiosa e sociale contemporanea: DM.Turoldo, U.Vivarelli, P.Balducci, C.Molari, GC.Bruni, Penna, R. PanniKar, Mario Lodi, Tonino Drago, Danilo Dolci, Sergio Segre…

L’associazione cura i testi di don Michele Do e promuove la conoscenza della sua proposta spirituale.

Negli ultimi anni ha posto l’attenzione sulla crisi culturale e spirituale contemporanea, mettendosi al servizio della chiesa locale nell’animazione culturale , nell’attività catechistica e formativa, nella ricerca di un nuovo umanesimo.

Ogni anno vengono elaborate molteplici Proposte e Attività di incontri (sito www.ilcampoalba.it ), che vengono offerte alla città, al territorio e alla diocesi, e agli amici di St. Jacques.

L’oggi

La Comunità intende riprendere le sue attività tentando di rispondere ad alcune sfide del nostro tempo, in particolare:

- a  una richiesta di rinnovata ricerca religiosa e spirituale, nella scia dei grandi interpreti del difficile dialogo tra chiesa e cultura moderna: oltre a don Michele Do, David Maria Turoldo, Ernesto Balducci, Sirio Politi, sorella Maria, Primo Mazzolari e altre nobili figure di resistenti nella società e nella chiesa.

- all’urgenza di dialogo e di incontro tra culture e religioni diverse, tra letture del mondo e della storia diverse.  Attingendo alla teoria e all’esperienza di rinnovata convivenza comunitaria e universalità espressa dai contemporanei Raymundo Panikkar,  Danilo Dolci, padre Murray Rogers, Roberto Mancini, Carlo Molari.

- all’emergenza educativa  che chiede di trovare percorsi creativi e significativi, dove la filosofia dell’educazione è coniugata con la ricerca pedagogica e la pratica organizzativa e didattica.

- La ricerca di forme possibili di vita cristiana per il nostro tempo, attente ai rapporti personali e alle nuove sfide ecologiche e umane.

Per questo un gruppo di noi de Il campo siamo pronti a dar vita a una FRATERNITA', con una forma rinnovata e stabile di vita fraterna, libera, aperta e accogliente, guidata da don Piero Racca.

Le nostre risorse economiche sono limitate, ma confidiamo nella Provvidenza per trovare aiuti, anche attraverso lasciti, da parte di amici o di chi fosse interessato ad essere accolto e seguito nella Comunità per il restante della vita.

L'ispiratore resta don Michele Do, che sempre ci ha additato e vissuto una Fraternità con al centro "la ricerca del volto puro di Dio e la cura della vita ferita".

La regola della "Comunità Il campo"

  Ecco il  nostro sogno:

Vivere una comunità che si apre come spazio libero,
senza recinzioni, come grazia e dono,
che chiede di essere riconosciuto e accolto
con un atto di fede nell’altro e in Dio.

Fonte ispiratrice della nostra vita
è il Vangelo di Gesù
e la bellezza del mondo spirituale
che da Lui ha attinto la linfa vitale.

L’amicizia è l’unica regola del vivere insieme.
Viviamo la speranza che IL CAMPO sia uno spazio di amicizia
che offre terra buona
dove ognuno può fiorire nella sua unicità,
sentendosi accolto, custodito, stimato, amato,
incoraggiato e perdonato.
finchè il suo volto giunga a splendere
nella sua originale bellezza.

Viviamo la speranza che IL CAMPO sia uno spazio di fraternità
che si esprime nella condivisione della vita,
nella ricerca culturale
e religiosa, nel dialogo, nell’ascolto,
nell’aiuto vicendevole,
nella valorizzazione delle differenze come fonte di ricchezza,
nella capacitè di far festa insieme.
La cena può diventare la festa quotidiana della Comunità.

Viviamo la speranza che IL CAMPO sia uno spazio di accoglienza.
L’accoglienza ricevuta ci rende capaci di accogliere
spezzando il pane della ricerca, della speranza e del bene
con quelli che incrociano il nostro cammino,
per quelli che mancano di affetto e consolazione
e attendono qualcuno a cui dare mano per far fronte alla vita.
Dalla volontà di accoglienza scaturisce la cura della casa
come spazio di bellezza.

Viviamo la speranza che IL CAMPO sia uno spazio
di contemplazione feriale e sulla strada.
"Feriale" perchè il Vangelo deve essere intessuto
nella quotidianità e nella semplicità della vita,
"sulla strada" perchè le vie di Dio attraversano la storia che viviamo
e nella profondità dell’esperienza umana
tutto può essere santificato.

 

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