Preghiere

 

Credo di don Michele

Credo in un solo Dio che è Padre,
fonte sorgiva di ogni vita,
di ogni bellezza, di ogni bontà.
Da lui vengono e a lui ascendono
tutte le cose.

Credo in Gesù Cristo,
figlio di Dio e figlio dell’uomo.
Immagine visibile e trasparente
dell’invisibile volto di Dio;
immagine alta e pura del volto dell’uomo,
così come lo ha sognato il cuore di Dio.

Credo nello Spirito santo che vive
e opera nelle profondità del nostro cuore
per trasformarci tutti a immagine di Cristo.

Credo che da questa fede fluiscono
le realtà più essenziali e irrinunciabili
della nostra vita:
la Comunione dei santi e delle cose sante,
che è la vera Chiesa;
la buona novella del perdono dei peccati
e la fede nella Resurrezione
che ci dona la speranza
che nulla va perduto della nostra vita,
nessun frammento di bontà e di bellezza,
nessun sacrificio
per quanto nascosto e ignorato,
nessuna lacrima e nessuna amicizia.
Amen.

 

 

 

La gioia della fede di Pasqua: l’Exultet

 

Esultino le creature dei cieli e le creature della terra, perché il mistero dell’esistenza ha trovato in questa notte la sua chiarificazione. Gioisca la terra penetrata da tanta luce, avverta di aver deposto tutte le sue oscurità.

La Chiesa sia lo spazio dove le attese di tutti i popoli trovano il loro compi-mento e si esprimono nel canto. Perciò, fratelli carissimi, grati di una luce così chiara, insieme cantiamo la misericordia di Dio.

E’ veramente cosa degna e giusta che con tutta la passione del cuore e dell’intelligenza rendiamo lode all’invisibile Dio Padre Onnipotente e al suo Figlio unigenito Gesù Cristo, che ci ha mostrato cieli e terra nuovi.

Questa è la notte che ha liberato gli schiavi di ogni Egitto, la notte in cui si passano tutti i Mar Rosso per la conquista della libertà. Questa è la notte che ha illuminato con la sua luce le oscure profondità di ogni uomo.

Questa è la notte che riunisce tutti i credenti in Cristo, diffusi in ogni parte della terra e, liberandoli dalle loro pesantezze, li restituisce alla bellezza, alla grazia, alla santità.

Questa è la notte in cui Cristo, distrutta la prigionia della morte, sale vittorioso da tutti gli inferni dell’uomo. A nulla varrebbe nascere se la vita non avesse un senso e una pienezza divini. Questa è la notte in cui persino il peccato è grazia.

O notte veramente beata che sola hai saputo conoscere il tempo e l’ora santa in cui Cristo risuscitò dalle profondità della morte e dell’abbandono! Questa è la notte, che dà compimento all’eterno anelito dell’uomo e di cui fu scritto:“E la notte sarà chiara come il giorno”.

Il miracolo di questa notte santa dissolve le tenebre, purifica il cuore, restituisce l’innocenza ai travolti dal male, dissipa gli odi, crea comunione, spezza le prepotenze di ogni potere.

O notte veramente beata in cui le cose terrene si uniscono a quelle celesti e le cose divine si congiungono a quelle u-mane! Nella grazia di questa notte acco-gli, Padre, la nostra offerta simboleggiata dal Cero pasquale.

Ti preghiamo, dunque, Signore, affinché la luce di questo Cero, acceso per dissipare la nostra caligine, non venga mai meno e salga a te gradita come stella tra le tue stelle.

La sua luce si unisca e si confonda con la Stella del mattino, la stella che non co-nosce tramonto: il Cristo, Figlio tuo che, riemerso dagli inferi, splende sereno sul cammino dell’uomo.

 

 

 

Ubi caritas


Ubi caritas, et vera
Deus ibi est!

Dove c’è amicizia
e amicizia vera,
lì c’è Dio.
E lì c’è l’uomo.
L’amicizia è il più grande
di tutti i sacramenti.
Senza di essa, dice san Paolo,
tutto è vano.
Dio è amicizia!

Ubi caritas et vera
Deus ibi est!

“Dio è una Presenza
sempre offerta
alla quale noi
non sempre rispondiamo”

L’amicizia si offre:
non si impone,
non si mendica,
non si simula:
l’amicizia, come Dio,
è una presenza sempre offerta,
anche se non sempre accolta.
È come la sorgente nel bosco:
essa deve dar al passante assetato
l’acqua più pura che ha
ed il meglio di sé.

Ubi caritas, et vera
Deus ibi est!

L’amicizia è il “Pane dell’Angelo”
che all’uomo sfiduciato
e desideroso di morte, come Elia,
restituisce il coraggio di un nuovo inizio:
«Alzati e mangia, perché hai ancora
tanto cammino davanti a te!».

Ubi caritas, et vera
Deus ibi est!

Nelle ore oscure di cupo abbandono
in cui l’uomo avverte con angoscia
il suo Dio assente e lontano,
é l’amicizia che aiuta a ritrovare
la presenza amica del Padre.
È il dono dell’Angelo,
nell’orto del Getzemani,
è il miracolo del Buon Ladrone sul Calvario.
Gesù gli esprime la sua riconoscenza
‘beatificandolo’:
«Oggi sarai con me in Paradiso!».

Ubi caritas, et vera
Deus ibi est!

 

 

 

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